Ecco le nuove di questa settimana!
Le tanto attese visite sono arrivate e sono state molto proficue.
Ieri, 14 Settembre, sono stata all?INAIL, il medico fiscale è stata molto gentile, mi ha confermato che la frattura è ben saldata, c'è però un po' di edema linfatico, ma migliorerà non appena i muscoli riprenderanno a lavorare e quindi riporteranno in circolo come si deve il sangue.
Basta carrozzina, solo stampelle e posso caricare il piede, non al 100%, ma finchè non sento dolore, quindi circa il 40%, il resto lo scarico sulle stampelle, dovrò ritornare il 28.settembre e si vedrà quando potrò rientrare in ufficio.
Stamane invece sono stata dalla fisiatra. Anche qui tutto ok. Mi ha prescritto, per il momento, 20 sedute di fisioterapia con cadenza trisettimanale, la prima domani alle 13,30.
Sono veramente contenta!
Ieri sono anche stata a fare un giro in ufficio. So che fra un po' rimpiangerò queste parole, ma in questo momento non vedo l'ora di rientrare.
Per il momento quella è la mia vita, è ciò che mi da la possibilità di essere autonoma, ma soprattutto di uscire dalla monotonia di questo terribile periodo.

A U G U R I !!!!
A CHI?????
ma a MAURO.
oggi compie 28 anni

ieri gli è arrivato un bel regalo: finalmente il Comune ha dato parere positivo alla voltura dei locali che dovranno diventare la loro casa. Era il vecchio ufficio del papà di sua moglie, ora in disuso, ma è molto vicino a casa di lei e soprattutto in una zona centrale e in un vecchio cortile, di quelli classici milanesi.

E' un anno che hanno sono in ballo, speravano di riuscire ad entrare prima del matrimonio, invece sono passati 7 mesi dal matrimonio e sperano di riuscire ad entrarci e festeggiare il 1° anniversario.
Per quanto mi riguarda qualche miglioramento c'è, anche se ancora non cammino, però riesco a fare pochissimi passi in casa, dopo aver fatto gli esercizi di scioglimento della caviglia.
Ora attendo la visita all'INAIL di lunedì, ma soprattutto quella dal fisiatra di martedì per poter cominciare una fisioterapia più impegnata e mirata.
Ho il fondoschiena che non ne può più di stare seduto, credo che appena potrò ritornare a lavorare, lo farò stando in piedi.

Si, oggi ho propio fatto un grande passo .. anzi due!
Prima di tutto sono stata in piedi appoggiandomi ad ambedue le gambe e non ho avuto problemi o dolori di sorta. Certo non ho mosso nessun passo, ma sono 51 giorni che non sto in piedi come si deve, quindi rivedere il mondo dall'alto del mio 1,68 invece del 1.20 è proprio un'altra cosa.
Secondo, sono riuscita ad entrare ed uscire dalla vasca da sola, ma sono riuscita anche a lavarmi, tutta da sola. Il Dea era lì vicino pronto ad intervenire, ma io ce l'ho fatta da sola.
G R A N D I O S O!!!
Questa è stata una vera iniezione di fiducia.

questa è buona, ma anche questa per me ha un grande valore.

Ebbene si! Sono passati 50 giorni dal fattaccio e io sono ancora qui seduta su questa sedia a rotelle e ancora non posso appoggiare il piede.
Martedì ho fatto la visita di controllo, non c'era l'ortopedico che mi ha operato, ma il dottore che mi ha ricoverato in quel famoso 17 luglio. Nulla di grave! Anzi meglio, così ha visto come si è "risolta" la frattura!
"Risolta" è una parola grossa...... in effetti la frattura si è saldata e sembra tutto a posto, ma purtoppo la caviglia è bloccata dalla troppa immobilità, quindi finchè non riesco a muovere bene la caviglia e piegarla come piego quella sinistra, non posso appoggiare il piede.
Così mi hanno detto di fare della fisioterapia, tranquillamente a casa mia e da solo: devo, utilizzando la cinta di un accappatoio messa intorno al piede, tirare verso di me e poi facendo forza spingere il piede verso l'esterno. Devo ripetere questo esercizio il più possibile, ma onestamente non so quali miglioramenti sto ottenendo.
Il Dr. mi ha detto che ci vorranno circa 10giorni, ...... e poi? cosa faccio? Come posso cominciare ad appoggiarlo? 
Ok, ho capito! Devo attendere il prossimo step! Ovvero il 15 settembre quando andrò dal fisiatra, appuntamento che ho preso per conto mio perchè spero mi faccia fare subito della rieducazione, o quanto meno mi dia una mano a capire cosa posso fare per rimettermi in piedi.
Oggi per errore, ho appoggiato il piede destro per terra e non è stata proprio una cosa meravigliosa, mi ha fatto veramente male. Un paio di costellazione le ho viste.
Che rompi balle sono diventata, in questo momento.
Cribbio, prendo sempre tutto senza farmi troppi problemi, invece ora con questa fattura, sono veramente una cosa insopprtabile persino per me.
Domani ho la visita di controllo! Un'altra notte di ansia, speriamo che la lastra di controllo dia effetivamente la risposta che mi aspetto, ovvero che posso nuovamente caricare la caviglia e quindi che posso iniziare la rieducazione.
Certo il piede è un po' gonfio, ma la ferita si è rimarginata bene e quindi spero che anche con le punture di "Eparina" abbia finito, infondo ne ho fatte ben 80 da quando sono tornata a casa.
Intanto siamo nuovamente a fine mese, perciò parte della mente è alla chiusura del bilancio mensile. Beh forse non è male così non sono presa solo dal mio piede.
Ritirate le lastre....e il Dea le ha fatte vedere alla dottoressa di base.
Da quello che lei ha potuto vedere la frattura sembra si stia ricomponendo nella maniera giusta, però non avendo le precedenti non ha termini di paragone.
Esami del sangue a posto.
Ora non mi resta che attendere martedì e sentire cosa mi dirà l'ortopedico.

La storia del Gamba de Legn' (questa sarebbe la corretta ortografia milanese) inizia il 9 settembre 1878, con l'atto di concessione per la costruzione di una tramvia a vapore tra Milano e Magenta, di circa 23 km di lunghezza, con una diramazione da Sedriano a Càstano Primo. Un anno più tardi venne inaugurato il primo tratto della linea da Milano a Sedriano, cui seguì in breve tempo il completamento del percorso.
Per l'epoca si trattava di un mezzo di trasporto tecnologicamente molto avanzato, se confrontato con i tram a cavalli milanesi gestiti della SAO, in grado di trasportare una decina di persone, o con lo stesso tram di Monza, che restò ippovia per altri vent'anni, fino al 1900. Il Gamba de Legn', invece, poteva trasportare molti più passeggeri in diverse carrozze, ad una velocità commerciale di una decina di chilometri all'ora.
Le motrici originali erano prodotte dalla Lokomotivenfabrik Krauß e avevano una struttura completamente diversa da quelle ferroviarie: caldaia e apparato motore dovevano essere completamente avvolti da una carrozzeria per questioni di sicurezza ed il posto di manovra doveva essere situato nella parte anteriore della motrice per consentire al conducente una migliore visibilità. Da ultimo, pare che nella scelta delle motrici tedesche abbia pesato il fatto che emettessero un fumo meno denso delle locomotive di altri costruttori.
Il capolinea milanese fu situato inizialmente nell'odierna piazza Baracca e fu spostato all'interno del deposito carrozze di corso Vercelli 33 solo nel 1911.
La velocità massima del convoglio fu stabilita dal consiglio provinciale di Milano in:
- 15 km/h in campagna
- 10 km/h entro i confini di Milano
- 5 km/h in caso di nebbia, traffico o per motivi straordinari di ordine pubblico
- in caso di nebbia (fenomeno frequentissimo da queste parti - NdR) il convoglio doveva essere preceduto da un uomo a piedi con fischietto "che avvertisse del pericolo imminente"
Il prezzo dei biglietti all'inaugurazione del servizio era di 5-7 centesimi di lira per chilometro in prima classe e di 4 centesimi di lira per chilometro in seconda.
Partito da corso Vercelli, il Gamba de Legn' faceva la prima fermata nel sobborgo di San Pietro in Sala (l'odierna piazza Wagner, fermata della linea 1 della metropolitana), limite estremo dell'abitato di Milano, quindi proseguiva per la Maddalena, l'Isola Europa e il Molinazzo fino ad arrivare all'abitato di Trenno (M1 Lampugnano!). Il Gamba de Legn' proseguiva quindi per Bagggio, Cascina Olona, San Pietro all'Olmo e Sedriano, ove era situato lo "scambio", ossia la diramazione per Càstano. Il ramo principale della linea proseguiva per Vittuone (paese con ben due fermate), Corbetta e Magenta. Ben più interessante, a detta di alcune fonti dell'epoca, era invece il ramo diretto a Inveruno e Càstano, che attraversava le zone di coltivazione del gelso per l'alimentazione dei bachi da seta.
I passeggeri del Gamba de Legn' furono soprattutto i pendolari, anche se durante la seconda guerra mondiale non furono pochi gli sfollati che tornavano a Milano durante il giorno per il lavoro, tant'è che vennero recuperati tutti i carri merci disponibili per trasportare le persone e, nonostante questo, molto spesso di doveva viaggiare sul tetto delle vetture.
Negli anni immediatamente prima della guerra, il servizio era gestito dalla "Società del Tramvai Milano Castano" e venivano effettuate cinque corse al giorno, nel 1950 le corse erano salite a 6 per Magenta e Càstano e 5 ulteriori solo per Magenta, l'ultima delle quali alle 0.40, dopo l'orario di chiusura di cinema e teatri. Nel 1954 le corse furono ridotte a 5 per Magenta, solo nelle ore di punta, con il servizio sostitutivo di autobus e con la chiusura del ramo per Càstano avvenuta nel 1952. Il destino del tram a vapore era segnato: gli abitanti delle zone attraversate dal Gamba de Legn' si opposero all'elettrificazione della linea, il servizio fu limitato a Corbetta, poi a Vittuone e, il 30 agosto 1957 soppresso completamente per essere sostituito da autobus articolati.
Per quanto riguarda il materiale rotabile, le locomotive furono prevalentemente a rodiggio B, con rare C, con carrozzeria che proteggeva tutti gli organi meccanici, paratia anteriore con finestrini, spazio completamente aperto all'altezza dei finestrini e tetto attraversato dal camino. Le carrozze passeggeri erano a due assi, inizialmente di costruzione molto simile ai rimorchi tramviari urbani di tipo "Edison", con piattaforme aperte alle estremità, successivamente di aspetto che si evolveva di pari passo con le costruzione ferroviarie dell'epoca.
Per finire, una curiosità: il Gamba de Legn' (che è già un soprannome) a porta Magenta era chiamato con il nomignolo "S'gic" (pronuncia s-gick), di etimologia incerta, ma di probabile significato "stantuffo".

Il tram all'uscita della rimessa di Via Mazzini a Vimercate con il personale di servizio nell'anno 1902
E lasciamo il Gamba de Legn' che si sta dirigendo per l'ultima volta a Vittuone (le corse erano limitate - v. storia): sono le 19.15 del 31.08.1957
Ieri sera sono rientrati i miei amici da Tabarka (tunisia).
Appena atterrati ci hanno chiamati e ci hanno dato appuntamento alla solita pizzeria per la cena di fine vacanza.
Così abbiamo fatto... e tutti da "Carmen", il Dea ed io, però, avevamo già mangiato, quindi solo il caffè.
Raccontano...raccontiamo....mangiano....ridiamo e poi è il momento di alzarci così andiamo a mangiare il gelato.
Io mi alzo e zampetto verso la porta con le stampelle, il proprietario mi porta la sedia a rotelle io indietreggio e ....poff.... mi ritrovo seduta per terra!!!!!! Lo sapevo, ero qui ad aspettarmelo da un po' ed è arrivato. Per fortuna che, grazie al mio "panettone" ben fornito, non mi sono fatta nulla.
Resto della mia opinione....le stampelle sono una vera trappola.... naturalmente per me: imbranata e con il "panettone" che mi ritrovo da portarmi dietro.
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!!


Stamane sveglia all'alba! ORE 6,00
Perchè???????
Perchè al Galeazzi non fanno prenotazioni per le lastre, bisogna presentarsi lì alle 7,30 e sperare di rientrare nei 35 posti giornalieri a disposizione - 35 sembrano tanti, ma non si ha l'idea di cosa sia il Galeazzi fin quando non se ne ha a che fare, sembra sempre la Stazione Centrale o Malpensa il giorno d'inizio vacanze - cmq, per non correre rischi usciamo di casa alle 6,35, alle 6,50 eravamo già arrivati, il Dea entra a controllare, ci sono circa 4/5 persone, perciò in tutta fretta, facciamo il solito giro dal Pronto Soccorso e mi porta al piano dove c'è l'ufficio prenotazioni.
Arrivati lì, un po' di persone si alzano e si spostano, preoccupati chiediamo notizie....erano lì in attesa che aprisse l'ufficio ricoveri..........morale restiamo in 2.
Non ci potevo credere!
Nei successivi 10 minuti sono arrivate altre 6 persone!!!!!!!
Naturalmente quando siamo arrivati non era ancora possibile prendere il numerino, ma visto che eravamo solo in 2 la cosa non ci preoccupava granchè, ma subito dopo è entrato un signore attrezzato con foglio e biro e ha consigliato di segnare i nomi così come eravamo arrivati per non avere problemi poi quando avrebbero cominciato.
Alle 7,30 in punto una veramente gentile impiegata si presenta e comincia il suo lavoro.
Alle 7,45 tocca a noi: 7,55 andiamo in Radologia e alle 8,05 avevamo già finito.
Sono sempre più sbalordita!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Venerdì mi daranno le lastre e poi finalmente martedì saprò se posso cominciare ad appoggiare il piede.
Intanto oggi il mio ufficio ha riaperto, da domani si ricomincia a lavorare a pieno regime.

Questo è il Galeazzi!