Che rompi balle sono diventata, in questo momento.
Cribbio, prendo sempre tutto senza farmi troppi problemi, invece ora con questa fattura, sono veramente una cosa insopprtabile persino per me.
Domani ho la visita di controllo! Un'altra notte di ansia, speriamo che la lastra di controllo dia effetivamente la risposta che mi aspetto, ovvero che posso nuovamente caricare la caviglia e quindi che posso iniziare la rieducazione.
Certo il piede è un po' gonfio, ma la ferita si è rimarginata bene e quindi spero che anche con le punture di "Eparina" abbia finito, infondo ne ho fatte ben 80 da quando sono tornata a casa.
Intanto siamo nuovamente a fine mese, perciò parte della mente è alla chiusura del bilancio mensile. Beh forse non è male così non sono presa solo dal mio piede.
Ritirate le lastre....e il Dea le ha fatte vedere alla dottoressa di base.
Da quello che lei ha potuto vedere la frattura sembra si stia ricomponendo nella maniera giusta, però non avendo le precedenti non ha termini di paragone.
Esami del sangue a posto.
Ora non mi resta che attendere martedì e sentire cosa mi dirà l'ortopedico.

La storia del Gamba de Legn' (questa sarebbe la corretta ortografia milanese) inizia il 9 settembre 1878, con l'atto di concessione per la costruzione di una tramvia a vapore tra Milano e Magenta, di circa 23 km di lunghezza, con una diramazione da Sedriano a Càstano Primo. Un anno più tardi venne inaugurato il primo tratto della linea da Milano a Sedriano, cui seguì in breve tempo il completamento del percorso.
Per l'epoca si trattava di un mezzo di trasporto tecnologicamente molto avanzato, se confrontato con i tram a cavalli milanesi gestiti della SAO, in grado di trasportare una decina di persone, o con lo stesso tram di Monza, che restò ippovia per altri vent'anni, fino al 1900. Il Gamba de Legn', invece, poteva trasportare molti più passeggeri in diverse carrozze, ad una velocità commerciale di una decina di chilometri all'ora.
Le motrici originali erano prodotte dalla Lokomotivenfabrik Krauß e avevano una struttura completamente diversa da quelle ferroviarie: caldaia e apparato motore dovevano essere completamente avvolti da una carrozzeria per questioni di sicurezza ed il posto di manovra doveva essere situato nella parte anteriore della motrice per consentire al conducente una migliore visibilità. Da ultimo, pare che nella scelta delle motrici tedesche abbia pesato il fatto che emettessero un fumo meno denso delle locomotive di altri costruttori.
Il capolinea milanese fu situato inizialmente nell'odierna piazza Baracca e fu spostato all'interno del deposito carrozze di corso Vercelli 33 solo nel 1911.
La velocità massima del convoglio fu stabilita dal consiglio provinciale di Milano in:
- 15 km/h in campagna
- 10 km/h entro i confini di Milano
- 5 km/h in caso di nebbia, traffico o per motivi straordinari di ordine pubblico
- in caso di nebbia (fenomeno frequentissimo da queste parti - NdR) il convoglio doveva essere preceduto da un uomo a piedi con fischietto "che avvertisse del pericolo imminente"
Il prezzo dei biglietti all'inaugurazione del servizio era di 5-7 centesimi di lira per chilometro in prima classe e di 4 centesimi di lira per chilometro in seconda.
Partito da corso Vercelli, il Gamba de Legn' faceva la prima fermata nel sobborgo di San Pietro in Sala (l'odierna piazza Wagner, fermata della linea 1 della metropolitana), limite estremo dell'abitato di Milano, quindi proseguiva per la Maddalena, l'Isola Europa e il Molinazzo fino ad arrivare all'abitato di Trenno (M1 Lampugnano!). Il Gamba de Legn' proseguiva quindi per Bagggio, Cascina Olona, San Pietro all'Olmo e Sedriano, ove era situato lo "scambio", ossia la diramazione per Càstano. Il ramo principale della linea proseguiva per Vittuone (paese con ben due fermate), Corbetta e Magenta. Ben più interessante, a detta di alcune fonti dell'epoca, era invece il ramo diretto a Inveruno e Càstano, che attraversava le zone di coltivazione del gelso per l'alimentazione dei bachi da seta.
I passeggeri del Gamba de Legn' furono soprattutto i pendolari, anche se durante la seconda guerra mondiale non furono pochi gli sfollati che tornavano a Milano durante il giorno per il lavoro, tant'è che vennero recuperati tutti i carri merci disponibili per trasportare le persone e, nonostante questo, molto spesso di doveva viaggiare sul tetto delle vetture.
Negli anni immediatamente prima della guerra, il servizio era gestito dalla "Società del Tramvai Milano Castano" e venivano effettuate cinque corse al giorno, nel 1950 le corse erano salite a 6 per Magenta e Càstano e 5 ulteriori solo per Magenta, l'ultima delle quali alle 0.40, dopo l'orario di chiusura di cinema e teatri. Nel 1954 le corse furono ridotte a 5 per Magenta, solo nelle ore di punta, con il servizio sostitutivo di autobus e con la chiusura del ramo per Càstano avvenuta nel 1952. Il destino del tram a vapore era segnato: gli abitanti delle zone attraversate dal Gamba de Legn' si opposero all'elettrificazione della linea, il servizio fu limitato a Corbetta, poi a Vittuone e, il 30 agosto 1957 soppresso completamente per essere sostituito da autobus articolati.
Per quanto riguarda il materiale rotabile, le locomotive furono prevalentemente a rodiggio B, con rare C, con carrozzeria che proteggeva tutti gli organi meccanici, paratia anteriore con finestrini, spazio completamente aperto all'altezza dei finestrini e tetto attraversato dal camino. Le carrozze passeggeri erano a due assi, inizialmente di costruzione molto simile ai rimorchi tramviari urbani di tipo "Edison", con piattaforme aperte alle estremità, successivamente di aspetto che si evolveva di pari passo con le costruzione ferroviarie dell'epoca.
Per finire, una curiosità: il Gamba de Legn' (che è già un soprannome) a porta Magenta era chiamato con il nomignolo "S'gic" (pronuncia s-gick), di etimologia incerta, ma di probabile significato "stantuffo".

Il tram all'uscita della rimessa di Via Mazzini a Vimercate con il personale di servizio nell'anno 1902
E lasciamo il Gamba de Legn' che si sta dirigendo per l'ultima volta a Vittuone (le corse erano limitate - v. storia): sono le 19.15 del 31.08.1957
Ieri sera sono rientrati i miei amici da Tabarka (tunisia).
Appena atterrati ci hanno chiamati e ci hanno dato appuntamento alla solita pizzeria per la cena di fine vacanza.
Così abbiamo fatto... e tutti da "Carmen", il Dea ed io, però, avevamo già mangiato, quindi solo il caffè.
Raccontano...raccontiamo....mangiano....ridiamo e poi è il momento di alzarci così andiamo a mangiare il gelato.
Io mi alzo e zampetto verso la porta con le stampelle, il proprietario mi porta la sedia a rotelle io indietreggio e ....poff.... mi ritrovo seduta per terra!!!!!! Lo sapevo, ero qui ad aspettarmelo da un po' ed è arrivato. Per fortuna che, grazie al mio "panettone" ben fornito, non mi sono fatta nulla.
Resto della mia opinione....le stampelle sono una vera trappola.... naturalmente per me: imbranata e con il "panettone" che mi ritrovo da portarmi dietro.
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!!


Stamane sveglia all'alba! ORE 6,00
Perchè???????
Perchè al Galeazzi non fanno prenotazioni per le lastre, bisogna presentarsi lì alle 7,30 e sperare di rientrare nei 35 posti giornalieri a disposizione - 35 sembrano tanti, ma non si ha l'idea di cosa sia il Galeazzi fin quando non se ne ha a che fare, sembra sempre la Stazione Centrale o Malpensa il giorno d'inizio vacanze - cmq, per non correre rischi usciamo di casa alle 6,35, alle 6,50 eravamo già arrivati, il Dea entra a controllare, ci sono circa 4/5 persone, perciò in tutta fretta, facciamo il solito giro dal Pronto Soccorso e mi porta al piano dove c'è l'ufficio prenotazioni.
Arrivati lì, un po' di persone si alzano e si spostano, preoccupati chiediamo notizie....erano lì in attesa che aprisse l'ufficio ricoveri..........morale restiamo in 2.
Non ci potevo credere!
Nei successivi 10 minuti sono arrivate altre 6 persone!!!!!!!
Naturalmente quando siamo arrivati non era ancora possibile prendere il numerino, ma visto che eravamo solo in 2 la cosa non ci preoccupava granchè, ma subito dopo è entrato un signore attrezzato con foglio e biro e ha consigliato di segnare i nomi così come eravamo arrivati per non avere problemi poi quando avrebbero cominciato.
Alle 7,30 in punto una veramente gentile impiegata si presenta e comincia il suo lavoro.
Alle 7,45 tocca a noi: 7,55 andiamo in Radologia e alle 8,05 avevamo già finito.
Sono sempre più sbalordita!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Venerdì mi daranno le lastre e poi finalmente martedì saprò se posso cominciare ad appoggiare il piede.
Intanto oggi il mio ufficio ha riaperto, da domani si ricomincia a lavorare a pieno regime.

Questo è il Galeazzi!
Comincio a fare qualche movimento della caviglia in su e in giù, l'appoggio, stando seduta e cerco di portarla dietro in modo da piegarla un po' di più.
La pianta del piede è completamente cotta, causata dal cotone che l'avvolgeva per più di 30 giorni.
Devo dire che il Dea continua a darsi da fare, fra il cambio della medicazione, lo spalmarmi della crema sotto il piede e farmi le punture di eparina, è una "Crocerossina" fatta e finita.
A proposito di punture sono alle ultime 9 anzi dovrei dire 18 perche sono 2 ogni sera, infatti sto facendo questa prevenzione anti coagulazione, però mi hanno prescritto il FRAGMIN 7500 ....... guarda caso è una prescrizione che non passa l'ASL, quindi mi hanno consigliato di farne una da 5000 e una da 2500.................
Dai andiamo avanti .......... sono già passati 4 mesi da che Marica ci ha lasciato, il tempo inesorabile passa.
Proprio poco fa guardando fuori dalla finestra della mia camera (unico svago giornaliero) ho visto che si stanno riaprendo molti balconi, appaiono panni lavati, asciugamani da mare, magliette calzoncini......

Eccomi! ho tolto lo stivaletto!!!
Non è una grande conquista, ma se non altro ora il piede respira un po' di più.
Non so come muovere il piede, ho paura a fare qualsiasi movimento e soprattutto non so come tenerlo, spero vada meglio domani.
La dottoressa dalla quale sono andata stamane, ha trovato il piede abbastanza bene, non gonfio, ne particolarmente conciato. La cicatrice migliora, ma ho ancora quella fatta sfregando il piede contro l'asfalto, il giorno dell'incidente. Cosa pretendo, è stata chiusa dentro per 35 lunghi giorni.
Purtroppo debbo registrare una nuova notizia trieste....mi sembra che quest'anno ne elargisca a piene mani...!!!
Purtoppo ieri è morto un nostro caro amico, Nori. Mi ha chiamato stamane sua moglie. C'eravamo sentite il 6 di agosto e mi aveva detto che erano ricoverati insieme a Niguarda, lei per il suo ciclo di chemio e lui perchè gli avevano diagnosticato un tumore al polmone, ma c'era già una complicanza, si era già diramato al cervello. Sarebbero partiti per il Lago Maggiore, ma rientravano intorno al 20 di agosto e i primi di settembre ci saremmo visti.
Da quanto tempo il Dea continuava a dire che voleva fare una rimpatriata e rivederci una sera, magari insieme a mia sorella, x una bella grigliata.
Quanto tempo ci sembra sempre di avere e quante cose lasciamo in attesa di tempi migliori.
CARPE DIEM cogliamo l'attimo e non aspettiamo che l'"attimo" colga noi.
..e si, quasi ci siamo!!! Domani toglierò l'emistivaletto......
Dai adesso ditelo, ma non è del tutto normale..... Xkè?????
Xkè mi sto chiedendo come sarà fino al 1° settembre quando andrò a fare la visita di controllo e mi diranno se tutto è ok e, come e quando, posso iniziare la fisioterapia rieducativa.
10 giorni senza stivaletto, ma senza poter appoggiare il piede......naturalmente tutti mi stanno "aiutando" in questo. E' ironico quell'"aiutando", xkè non c'è nessuno che non mi dica..."Vedrai che male la riabilitazione...vedrai come sarà dura e difficile". Ho capito....., ma lasciarmi provare, senza preconcetti o paure ???????
Ho già abbastanza paure per conto mio, prima di tutte l'uso delle stampelle. Riesco a fare solo brevi tratti e sicuramente non riesco a fare le scale in salita, non ho forza nelle braccia e sicuramente la mia "stazza" non mi aiuta.
La sera di Ferragosto siamo andati a cena da mio cugino a Erba, posto tranquillo, ma per arrivarci ci sono 5 gradini, dopo vari e vani tentativi, presa dal panico mi sono seduta sul primo gradino e sono salita col "popo", ma l'ultimo l'ho dovuto fare per forza e con tanti sforzi e un po' di fortuna ce l'ho fatta, ma che fatica......................!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
AUGURI!
BUON FERRAGOSTO A TUTTI!
Quanti anni sono che non passo più Ferragosto a casa.....
L'ultimo è stato nel 1996, Anche allora è stato per causa di forza maggiore, ma quella volta era mia sorella a letto con la caviglia rotta. Cìera la sua piccola la Betty che aveva tre anni e non voleva allontanarsi da sua madre, xciò ho passato le mie vcanze con loro a casa.
...ma i veri Ferragosto a Milano sono quelli della mia infanzia e adolescenza... quondo Milano era veramente una città fantasma, negozi chiusi (quelli lo sono anche ora), nessuno in giro, e le finestre aperte si contavano sulle dita di una sola mano, poi il 17 di gosto si partiva e mentre noi si viaggiava in tutta tranquillità, le carreggiate di rientrano erano stracolme.......bei tempi.
Pur avendo cambiato la data per il controllo, dal 24/25 agosto al 1° settembre, sono comunque in fase discendente e quindi il mio ottimismo non mi abbandona "troppo".
Ieri sera ho avuto un attimo di crisi, ma la colpa è sempre del Dea.... o qunto meno riesce sempre a portarmi un po' di tristezza e di colpa per ciò che è successo.
L'inizio è stato per una sms inviato dagli amici che sono partiti per le vacanze a cui il Dea ha risposto con una piccola cattiveria e a questo ne è seguito un'altro da loro e meno male che è finita lì, ma il Dea aveva intenzione di controbattere con un altro ancora più cattivo.
...ma cosa c'entrano loro, sono le tanto attese e agognate vacanze
e poi se tutto andrà per il meglio anche noi le faremo in ottobre.
Accdenti è più duro tutto questo che il sopportare lo stivaletto nelle giornate e serate calde come quella di ieri......................
Va be.....pensiamo che fra una settimana posso almeno togliere lo stivaletto , così la gamba potrà riprendere a respirare libera.